Le buone pratiche del Fareassieme al Servizio di salute mentale di Trento

4^ GIORNATA UFOLOGICA: ALLA CONQUISTA DI PALERMO!

A Palermo si chiude la stagione “estiva” in maniera ufologica con la Quarta Giornata della Rete nazionale. Il 31 ottobre i Cantieri culturali alla Zisa sono stati invasi da una flotta di UFE, operatori, utenti e familiari interessati a condividere le proprie esperienze e, come annunciato nella presentazione iniziale “mettere in luce debolezze, punti di forza, migliorare i nostri rapporti e anche l’intera vita quotidiana”. Aspettativa ambiziosa che però non è stata disattesa dai diversi interventi che hanno caratterizzato l’intensa giornata.
Dopo il saluto delle autorità che ha dato la giusta impronta all’incontro parlando della necessità di idee radicali, della voglia di intraprendere nuove sfide e di sostenere una “rivoluzione” , la giornata prende il via con Renzo De Stefani con una breve cornice sulla storia ufologica e sulle difficoltà che tale percorso può trovarsi ad affrontare. Gli UFE hanno come punto di forza l’essere all’interno del sistema e di mostrarsi come esempio di cura riuscito. Sono “EBM compatibili”, cioè facilmente sostenibili dalle evidenze scientifiche fornite dalla ricerca e convalidate nella letteratura di settore e chiaramente “veicolo speciale” per il trasferimento di potere e per la loro capacità di portare amore. Si mettono in evidenza alcuni segnali importanti a livello nazionale con la Proposta di Legge n. 2233, il trasferimento degli UFE in nuove realtà italiane e il Piano d’azione 2013 – 2020 proposto dall’OMS. Insomma, un cielo sereno in cui i nostri UFE possono volare.
A metà mattina si entra nel vivo delle esperienze: un folto gruppo di UFE palermitani conquista il palco e, forte del motto “l’anima del lavoro è il gruppo”, condivide le proprie esperienze ed emozioni. I presenti parlano dell’importanza della fiducia come dimensione per potersi sperimentare e come elemento fondamentale, insieme alla speranza, per favorire l’assunzione della responsabilità. Si parla di “condivisione, amore, comprensione e collaborazione” come parole descrittive del lavoro degli UFE, ma anche dell’importanza di imparare a dialogare nonostante la malattia e di non considerarsi diversi.
A seguire il gruppo di Biella con due differenti esperienze: Domus Laetitia e la salute mentale. La prima esperienza, legata al mondo della disabilità, parte con un video che mostra l’importanza del condividere, dell’imparare a guardare con occhi diversi e quindi di mettersi in gioco e crescere. Si presenta l’esperienza di alcuni parenti che accolgono nuovi familiari che accedono alla struttura, illustrando loro il funzionamento del centro ma soprattutto veicolando speranza. Inoltre sono state attivate altre esperienze come la presentazione da parte di alcuni utenti della struttura a chi ancora non la conosce, attraverso una visita diretta e l’ausilio di una carta dei Servizi. Conclude l’intervento biellese l’esperienza nella salute mentale che, attraverso una convenzione tra l’Associazione “Diritti e doveri” e l’ASL, ha favorito l’inserimento degli UFE in SPDC e al CSM. Per ora è tutto volontario, ma il futuro chissà quali sorprese potrà presentare.
La mattinata si chiude con una ricerca ufologica presentata da Alessandro Petronio e svolta a Palermo. Obiettivo della ricerca consolidare il ruolo dell’UFE come elemento che favorisce l’insorgenza di percorsi che guariscono. I dati risultano essere in linea con quelli presentati nella 3^ giornata ufologica relativi alla ricerca svolta a Trento, dando così un’immagine di reale efficacia dell’attività ufologica. Le emozioni, i sentimenti e i valori entrano nella relazione che l’UFE instaura grazie alla condivisione del sapere esperienziale e risultano essere fattori protettivi e di cura. Con un’emozionante interpretazione corale di tre brani si chiude la mattinata e si lascia spazio ad un luculliano pranzo.
Il tempo è tiranno e quindi nel pomeriggio i lavori riprendono a pieno regime: gli UFE di Milano condividono la loro voglia di cambiamento partendo dal vissuto legato alla loro esperienza personale. Sono state attivate delle presenze ufologiche in SPDC e presso il CPS, si forniscono ascolto e supporto. Come “mediatori del benessere mentale” hanno attivato alcune esperienze che lentamente ed inesorabilmente si stanno diffondendo dando aiuto alle persone in difficoltà.
A seguire Trento che, con un gruppo più o meno nuovo di UFE e operatori (a parte la veterana Mirella), presenta le nuove “attivazioni” ufologiche come l’UFE casa e il gruppo Crisi. Le emozioni dettano le parole e l’intervento si focalizza su quello che l’attività UFE produce a livello di singolo ma anche di sistema.
Chiude la parte esperienziale il gruppo UFE di Albano Laziale che ha consolidato alcune pratiche definendo un protocollo di accoglienza UFE, attivando uno sportello gestito da UFE di informazione e orientamento rivolto a utenti ricoverati e ai loro familiari. Il gruppo condivide l’idea che la professionalità e operatività ufologica cresce e influisce in maniera positiva sul contesto attivando processi di miglioramento continuo.
Breve flash sulla Proposta di Legge n. 2233 promossa dal movimento di Parole ritrovate, per ricordare che l’attività di diffusione sta proseguendo in Italia e, con essa, la “pubblicità” indiretta agli UFE, che hanno un paragrafo dedicato all’interno della proposta stessa quale attività di “buona pratica all’interno dei Servizi”.
Finale d’obbligo con i ringraziamenti e i saluti rilanciando l’appuntamento per il prossimo incontro della Rete Ufologica Nazionale: nessuna “autocandidatura” per la prossima sede dell’incontro, ma si punterà più verso il Nord Italia… che la prossima base d’atterraggio sia in Emilia Romagna?
La navicella ufologica è ormai partita… impossibile fermarne l’avanzata!

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