Le buone pratiche del Fareassieme al Servizio di salute mentale di Trento

da un articolo del quotidiano “Trentino” – 23 ottobre 2012

Disagio psichico, i trentini conquistano Bruxelles
In Belgio i pazienti-operatori spiegano l’innovativo modello del “fare assieme” Svezia, Norvegia, Francia, Germania e Inghilterra vogliono adottare lo standard

TRENTO. Dopo aver conquistato gli Stati Uniti e la Cina, gli Ufe trentini sono “sbarcati” nel cuore dell’Europa. A Bruxelles, capitale del Vecchio continente, è nata nei giorni scorsi la “rete europea del fare assieme” che s’ispira appunto a quel modello nato a Trento verso la fine degli anni Novanta e che intende aiutare chi soffre di disagio psichico in modo innovativo, coinvolgendo attivamente gli utenti attraverso diverse attività, rendendo partecipi nel percorso di recupero i familiari e dando un ruolo speciale a quelle persone (gli Ufe, appunto) che hanno superato il momento critico e che grazie alla loro esperienza possono essere un prezioso punto di riferimento per chi è in cura. Queste figure, riconosciute (anche economicamente) dall’Azienda sanitaria trentina, hanno fatto scuola in Europa. Dopo un lungo viaggio in pullman, nella giornata di venerdì 19 ottobre gli Ufe trentini, ospitati nella Sala di rappresentanza della Provincia a Bruxelles, si sono presentati davanti ad una cinquantina di persone (addetti ai lavori, utenti, familiari di utenti…) arrivati da diversi Paesi europei. Mirella Faes, 83 anni, ha raccontato le difficoltà di una madre che deve affrontare la malattia di una figlia. Maurizio Capitanio ha testimoniato come si può ridere in faccia ad una depressione che sembrava non lasciar scampo. Piergianni Burreddu ha spiegato, con semplicità, come il confine tra follia e normalità sia così labile e come, a volte, sia possibile camminarci in mezzo. L’esperienza del “fare assieme” ha impressionato favorevolmente tanto che il modello trentino potrà essere esportato in Svezia, Francia, Germania, Norvegia ed Inghilterra. Non solo. Ad un importante Festival sulla qualità in sanità che si terrà nella città svedese di Jonkoping sarà dedicata una mezza giornata agli Ufe e, in particolare, al modello trentino.L’incontro in Belgio si è svolto in un’atmosfera informale ed in serata si sono esibiti in concerto gli “Animali Strani”. Questa band, formata da utenti del Centro, giovani del Servizio civile, un dipendente dell’Azienda sanitaria e una laureanda in riabilitazione psichiatrica, rappresenta un altro esempio della filosofia del “fare assieme”, che ha come obiettivo principale quello di abbattere le mura del pregiudizio contro chi soffre di disagio psichico. La musica della band trentina ha coinvolto i presenti e dato ancor più forza alla neonata rete europea. Ora, l’impegno del mondo della salute mentale trentina si concentrerà anche sulla raccolta firme necessaria per presentare a livello nazionale una proposta di legge che vada a migliorare la Legge Basaglia. Anche questa iniziativa parte da Trento, grazie all’impegno dell’associazione Le Parole Ritrovate, e si basa sull’esperienza di un modello che è diventato un riferimento anche fuori dai confini nazionali.

di Jacopo Tomasi

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