Le buone pratiche del Fareassieme al Servizio di salute mentale di Trento

I cicli d’incontro per familiari

Il fareassieme è nato nel 1999 dalla passione di pochi, convinti che dare voce a utenti e familiari avrebbe dato più sapere e salute a tutti, più qualità al sistema e alle sue prestazioni. I primi a mettere radici sono stati i Cilci d’incontro per famigliari: si tratta di 9 incontri, proposti 2 volte all’anno che offrono preziose occasioni di confronto, ascolto e condivisione tra famigliari ed operatori per consentire un approccio più realistico alla malattia e un percorso di cura più efficace e consapevole.
Questi incontri conducono ad un costruttivo “scambio di sapere” e, quindi, ad un arricchimento reciproco che consente di affrontare in modo migliore i problemi con cui convivono i famigliari di persone con disturbi psichici. Sono spesso la porta di ingresso ad altre iniziative del fareassieme.
L’esperienza dei cicli è partita nel 1999; da allora sono stati portati a termine 24 cicli (due all’anno).
Per il Servizio il bisogno è stato quello di creare un luogo di ascolto reale delle famiglie e favorire occasioni e opportunità per azioni verso il cambiamento; per le famiglie un occasione per avere informazioni per “collocare” la malattia e conoscere meglio il Servizio, conoscere altre famiglie e avere un luogo dove scambiare esperienze e confrontarsi.
I principi dei Cicli d’incontro sono:
– valorizzazione degli interessi e delle aspettative dei partecipanti
– il comprendere e il far comprendere il fatto che ognuno è risorsa
– la reciprocità nel bisogno di conoscersi (famigliari e operatori) e di incontrare i saperi di ognuno.
La Struttura dei Cicli d’incontro
Il ciclo prevede 9 incontri a cadenza settimanale della durata di 90 minuti ciascuno rivolti a 10-12 famiglie.
Ogni incontro dedica:
30 minuti circa all’informazione
60 minuti al confronto e alla discussione con caratteristiche simili ai gruppi di auto-mutuo-aiuto�
Ogni incontro è così strutturato:
– si dispongono le sedie in cerchio;
– si inizia l’incontro con la sintesi della discussione dell’incontro precedente;
– si introduce l’argomento previsto visionando le slide preparate;
-si discute, ci si confronta, ci si scambiano le esperienze: il facilitatore favorisce l’ascolto reciproco e l’espressione di ognuno;
-si conclude l’incontro con il riassunto dei punti importanti emersi.
Nel primo incontro facilitatori e partecipanti si presentano, i partecipanti sono invitati ad esprimere interessi e aspettative e viene creata la “scaletta” degli argomenti che verranno trattati nei successivi incontri. Nei successivi incontr, in base alle aspettative e gli interessi dei partecipanti vengono affrontati temi vari quali:il disturbo mentale, stigma e pregiudizio , il progettoterapeutico, la comunicazione in famiglia, la crisi, l’area lavoro, l’abitare e il fareassieme. L’ultimo incontro è dedicato alla “valutazione” del gradimento del Ciclo d’incontri e alla festa finale. Inoltre, viene consegnato un libretto che, simboleggiando l’incontro di tutti i saperi, contiene le fotocopie di tutte le slide utilizzate, i verbali delle discussioni fatte e una lista di libri e film “utili”.

Le persone coinvolte
È utile la partecipazione di medici e operatori disponibili a:
– imparare l’ascolto delle esperienze reali
– portare la loro esperienza e competenza
Per ogni ciclo è prevista la presenza: dell’operatore referente delle attività del fareassieme, 1 medico, 1-2 operatori e 1 UFE famigliare esperto, un osservatore.
Si coinvolgono circa 10/12 nuclei famigliari: mamme, papà, sorelle, fratelli, figli, zii, cugini, nipoti, nuore, generi, figure significative, tutori…

I Temi emersi
accettare la malattia, i propri limiti;
accettare che non esiste la “bacchetta magica”;
comprendere le cause della malattia;
elaborare il senso di colpa;
credere nella guarigione possibile;
migliorare la comunicazione in famiglia;
credere nel rapporto di fiducia
…saperne di più.

I numeri dei Cicli d’incontro per famigliari
Le famiglie che hanno già frequentato sono circa 200.
Mediamente, in ogni ciclo, due famiglie abbandonano e questi i motivi principali:
– problemi sopraggiunti in quel periodo (di salute o di organizzazione familiare);
– esperienza emotivamente troppo forte;
– difficoltà a stare in gruppo;
– difficoltà a ricordarsi gli appuntamenti.

La Conclusione e il Buon Auspicio
Il forte invito a non concludere l’esperienza dei 9 incontri ma a proseguire con la frequen-za di un gruppo in cui ritrovare scambio e ascolto, ha portato alla nascita di 2 gruppi AMA per famigliari.
Vi è però spesso necessità di riflessione e maturazione sull’esperienza. Difficilmente quindi si verifica un accesso diretto bensì quando è nuovamente sentito il bisogno di confronto.
È buona abitudine restituire alle équipe territoriali i temi emersi dagli incontri e alcune informazioni sulle singole famiglie.
Sono nate interessanti discussioni che hanno portato buona parte degli operatori del Servizio a “pensarsi” nella propria modalità di relazione con le famiglie.

I frutti dei Cicli d’incontro:
* due gruppi di auto mutuo aiuto;
* volontariato di alcuni familiari al Centro Diurno e in reparto come sostegno ad altri familiari;
* riunione di confronto tra familiari e medici del Servizio;
* riunione di presentazione delle attività del centro diurno;
* partecipazione dei familiari e loro attivo coinvolgimento nelle iniziative di sensibilizzazione, progetti del “fareassieme”, giornate di Servizio, nell’Associazione “La Panchina”;
* attuazione di corsi di comunicazione.

Per maggiori informazioni
Area del Fareassieme
Servizio salute mentale
via S. Giovanni Bosco, 10 38121 Trento
0461 902881-82-86 fax 0461 902880
fareassieme@apss.tn.it


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